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"Parla l'Istituto"

LUCIANO RENZI, PRESIDENTE IAM “OSSESSIONE SUI FALSI MODIGLIANI”

Il Presidente dell’Istituto Amedeo Modigliani ribadisce: “Noi non vendiamo, non compriamo, né tanto meno certifichiamo opere di Amedeo Modigliani. A differenza di tutti questi critici più volte coinvolti in polemiche, scandali e negatività intorno alla figura di Modigliani”.

Roma, 03-07-2018 – “Ancora una volta riscontriamo che l’ossessione sui veri e sui falsi Modigliani occupi gli spazi dei media e monopolizzi l’attenzione dell’opinione pubblica in termini negativi rispetto agli sforzi che tanti stanno svolgendo nella divulgazione della vita e delle opere dell’artista livornese. In questi giorni, da Milano, passando per Spoleto e arrivando a Taormina si stanno svolgendo iniziative innovative e coinvolgenti per italiani e turisti stranieri nel nome di Modigliani”.

Lo dichiara Luciano Renzi, presidente dell’Istituto Amedeo Modigliani in merito alle recenti polemiche sull’opera del celebre artista toscano.

“In questa occasione – prosegue Renzi – ribadiamo che l’Istituto Amedeo Modigliani, che è impegnato in un’attività di ricerca e ha sviluppato il format di mostra Modlight, proprio per superare le polemiche sul vero e sul falso utilizzando la tecnologia per offrire un’esperienza originale e appassionante intorno all’opera di Modì, non vende, non compra, né tanto meno certifica opere di Amedeo Modigliani. A differenza di tutti questi critici più volte coinvolti in polemiche, scandali e negatività intorno alla figura di Modigliani, come nel caso di Genova e di un vicenda ancora poco chiara. E non comprendiamo ancora come si possa giudicare un’opera, come nel caso del disegno Femme Fatale, accreditata da prestigiosissimi studiosi, senza averla neanche vista”.

“La Casa Modigliani di Spoleto – conclude Renzi – quest’anno ha ospitato opere uniche di celebri artisti quali Chagall, Picasso, Utrillo e fra queste la Femme Fatale di Modigliani, che è stata valutata dal professor D’Atanasio, direttore artistico dell’esposizione e membro del concept board dell’Istituto, e che noi abbiamo ospitato volentieri come ulteriore testimonianza del legame fra Modigliani e la sua Jeanne. Un’operazione, che noi abbiamo pienamente condiviso con il professor D’Atanasio e che ha già avuto riscontri positivi come in occasione della visita di Vittorio Sgarbi.  L’Istituto lavora positivamente per rafforzare la conoscenza per l’opera di Modigliani e siamo stanchi di leggere giudizi non suffragati da ricerca e tecnologia. Per le future certificazioni noi stiamo lavorando in direzione della certezza offerta dalle nuove analisi ipertecnologiche che affiancano il giudizio della critica: c’è bisogno di un protocollo condiviso per un giudizio oggettivo dell’opera di Modigliani”.